
Il caso Garlasco torna a far rumore e, stavolta, lo fa con un dettaglio che in tv ha gelato lo studio: le intercettazioni attribuite ad Andrea Sempio, oggi di nuovo al centro delle indagini per l’omicidio di Chiara Poggi. Un racconto che, tra parole registrate e reazioni immediate, riaccende domande e tensioni.
A riportare l’attenzione sul punto è stata Mattino Cinque, che ha dedicato spazio agli ultimi sviluppi e a ciò che, secondo molti osservatori, sarebbe tutt’altro che un dettaglio secondario. Il risultato: un dibattito acceso, tra indignazione e analisi.
Le intercettazioni che fanno discutere
Durante la trasmissione, al centro ci sono finite le intercettazioni ambientali che riguarderebbero Sempio, in particolare quelle registrate in auto. Il passaggio più commentato è un episodio specifico: il momento in cui l’uomo avrebbe imitato la voce della vittima, ricostruendo un dialogo giudicato inquietante da chi lo ha ascoltato.
È qui che, in diretta, è arrivata una reazione netta da parte della conduttrice Federica Panicucci, che ha detto: “Quando ho sentito l’intercettazione in cui lui imitava la voce di Chiara a me ha fatto tanto effetto. Io sono rimasta personalmente impressionata”.

In studio scatta l’indignazione: “è raccapricciante”
Tra gli interventi più duri, quello del direttore Roberto Alessi, che non ha nascosto lo sconcerto: “Io di più, fare l’imitazione di una ragazza che è stata uccisa in quel modo e che non c’è più è una mancanza di rispetto umano che mi ha fatto più che impressione”.
Sulla stessa linea anche Elisabetta Cametti, che ha proposto una lettura più psicologica del gesto: “Se imiti una voce è perché l’hai sentita, hai sentito quelle frasi, ti hanno frustrato talmente tanto che sei arrabbiato, deluso e te lo continui a ripetere nella testa in modo denigratorio”.

Il passaggio più contestato e la frase che resta
Alessi ha poi ribadito, rincarando: “Usare il dileggio per una persona che non c’è più è raccapricciante“. E Panicucci ha sottolineato un aspetto ritenuto inedito per come è stato posto in tv: “Nessun blog, podcast, trasmissione televisiva era andata così oltre, aveva immaginato il dialogo tra i due. Ma lo fa Andrea Sempio, dileggiando la vittima e imitando con una vocina quello che lei gli avrebbe detto”.
Il punto, però, non è solo mediatico. Perché quando una registrazione diventa un caso, la domanda è sempre la stessa: che peso avrà fuori dallo studio, dove contano gli atti e le ricostruzioni?

Il nodo dell’alibi: lo scontrino e i dubbi
Oltre all’impatto delle intercettazioni, resta un nodo investigativo decisivo: l’alibi. Secondo gli inquirenti, infatti, Sempio non avrebbe certezze sulla mattina del delitto. E lo scontrino del parcheggio di Vigevano, presentato nel 2008, sarebbe in realtà riconducibile alla madre. Un dettaglio che emergerebbe anche da alcune conversazioni intercettate.
In una di queste, il padre si rivolge alla moglie dicendo: “Lo scontrino lo hai fatto tu”, mentre in un appunto si ipotizza che Andrea quella mattina fosse a piedi. Poco dopo, la madre, sopraffatta dall’emozione, scoppia in lacrime: “E’ colpa mia, gli ho detto io di tenere lo scontrino. Gli ho rovinato la vita”.
La famiglia e la difesa: tensione e nuove consulenze
Il marito prova quindi a rassicurarla, replicando: “Ma cosa stai dicendo? Tieni tutti gli scontrini del mondo, chiunque lo avrebbe tenuto. Stai tranquilla. Menomale che l’hai tenuto. Il ragazzo era a casa, lo sai anche tu, che eri a Gambolò. Noi abbiamo sempre sostenuto che lo scontrino non fosse l’alibi, se l’hanno ammazzata a quell’ora lui era a casa”.
Intanto, i legali di Sempio contestano la ricostruzione della Procura e lavorano a nuove consulenze per smontare l’impianto accusatorio. Il caso resta apertissimo: tra intercettazioni, reazioni e dubbi sull’alibi, Garlasco continua a riservare sviluppi destinati a far discutere.
